Quando si parla di problemi di udito si fa riferimento soprattutto all’ipoacusia, una condizione che si manifesta con un abbassamento dell’udito. Più semplicemente: quando si sente “meno” o non si riesce a sentire bene

Trattandosi di una situazione che può palesarsi in diversi modi e avere diverse cause, richiede un approccio multidisciplinare, ossia l’intervento di diverse figure medico-sanitarie che possano contribuire nella formulazione di una diagnosi precisa. E, di conseguenza, nell’indirizzare il paziente verso un percorso riabilitativo personalizzato, laddove possibile e/o necessario.

I problemi di udito, infatti, possono essere:

  • transitori o permanenti;
  • curabili o irreversibili;
  • “colpire” un orecchio o entrambe;
  • coinvolgere esclusivamente il sistema uditivo o essere la conseguenza di altre patologie;
  • presentare una gravità più o meno severa

Come si può facilmente intuire, il quadro clinico dietro un problema di udito può essere davvero ampio e sfuggente, ecco perché richiede un approccio integrato, in grado di indagare a fondo sulla natura del deficit.  

Analisi strumentali che partono inevitabilmente dal rilevamento della causa.

Cause principali dei problemi di udito

Ci sono diversi motivi per cui una persona può riscontrare un calo uditivo. Un raffreddore, un tappo di cerume oppure un’infezione (otite), per esempio, possono ostruire il canale uditivo ed impedire una corretta trasmissione del suono. 

In questi casi, l’udito tende a ripristinarsi dopo la guarigione. O, nel caso del tappo, in seguito ad una procedura di rimozione da parte di personale specializzato (dottore otorinolaringoiatra).

Altre circostanze possono essere approcciate tramite intervento chirurgico, ma nella maggior parte dei casi, dal punto di vista statistico, un problema di udito è dovuto all’età e all’esposizione ai rumori. Per entrambe le eventualità, la perdita uditiva è irreversibile e non curabile, ma gestibile attraverso l’adozione di appositi apparecchi acustici

Con il passare degli anni, infatti, anche le parti del nostro organismo coinvolte nel processo d’ascolto tendono a logorarsi. Per esposizione ai rumori, invece, oltre al trauma acustico provocato dall’ascolto ravvicinato di un’esplosione o qualcosa di simile, s’intende soprattutto l’esposizione prolungata ai rumori intensi.

È il caso, per esempio, di chi lavora o ha lavorato per tanti anni in ambienti di lavoro rumorosi come fabbriche o cantieri, ma anche di chi ha la tendenza o ha avuto l’abitudine in passato di ascoltare la musica ad un volume eccessivo per tanto tempo.

Come si manifesta un problema di udito?

Accorgersi di avere un problema di udito non è sempre scontato come può sembrare, anche perché spesso il calo uditivo avviene gradualmente

Ci sono, però, alcuni indizi da non trascurare: la difficoltà sempre più accentuata nel seguire le conversazioni, sia dal vivo (soprattutto all’aperto) che al telefono, oppure la tendenza ad alzare il volume della TV in maniera spropositata senza accorgersene sono senz’altro segnali di un possibile problema di udito.

A questi segnali possono accompagnarsi altri sintomi come la comparsa di acufene, ovvero la percezione di un fischio all’orecchio senza che qualcosa di esterno lo emetta, capogiri più frequenti o vertigini, poiché udito e senso di equilibrio sono strettamente correlati.

A chi rivolgersi in caso di problemi di udito?

Spesso accade che il primo passaggio avvenga con il medico di base: si tratta di un approccio corretto, ma le figure medico-sanitarie specializzate nella cura dell’udito sono diverse. 

Da un punto di vista prettamente clinico, si tratta del dottore otorinolaringoiatra e dell’audiologo. Entrambi laureati in medicina, il primo è specializzato in Otorinolaringoiatria e affronta la tematica dell’udito a 360°, prendendo in considerazione anche la salute di orecchio, naso e gola, mentre il secondo, specializzato in Audiologia e Foniatria, pone il focus sull’apparato uditivo.

Una volta riscontrata l’ipoacusia, due figure professionali molto importanti per la diagnosi ed il trattamento uditivo sono l’audiometrista e l’audioprotesista.

L’audiometrista, laureato in Tecniche Audiometriche, è un professionista abilitato ad eseguire valutazioni dell’udito di tipo non invasivo, quindi tramite esami audiometrici

L’audioprotesista, invece, è il tecnico-sanitario – laureato in Tecniche Audioprotesiche e abilitato all’Albo dei Tecnici Audioprotesisti – incaricato di applicare gli apparecchi acustici al paziente e di tararli sulla base delle sue specifiche esigenze.

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