L’orecchio medio in età infantile può essere bersaglio di numerose infezioni, tra cui la più diffusa è l’ otite media.

Si stima che circa l’85% dei bambini almeno una volta nella vita soffra di otite media, tanto che essa è la causa più comune di ipoacusia trasmissiva nei bambini.

L’ otite media acuta, infatti, può provocare dolore alle orecchie, febbre, irrequietezza e anche un calo uditivo. È una patologia dalla quale si può effettivamente guarire con antibiotici, se presa in tempo, ma in alcuni casi può portare alla rottura del timpano o a danni ancora più gravi e determinare una compromissione permanente dell’udito. Per questo motivo intraprendere la giusta terapia è fondamentale. Non ne esiste una universale, in grado di curare tutte le infezioni dell’orecchio medio; è infatti il pediatra a individuare la soluzione più idonea in relazione al tipo di gravità dell’infezione, alla ricorrenza, alla durata, e agli eventuali problemi di udito provocati dall’infezione.

L’ otite media sieromucosa, che spesso è una conseguenza dell’otite media, è anche detta otite catarrale; altrettanto frequente e ben più grave dell’otite media, essa può comportare per il bambino una perdita uditiva di quasi il 50%. Ciò che accade, in sostanza, è una progressiva interruzione della meccanica dell’orecchio: la Tromba di Eustachio può bloccarsi e cessare di trasmettere flusso d’aria all’orecchio medio.  Quando ciò avviene, la pressione dell’aria cala rapidamente e, dopo un certo periodo di tempo, dalle pareti  della cavità timpanica inizia a formarsi del liquido che può accumularsi e riempirla completamente. Questo accumulo impedisce la naturale vibrazione del timpano e il movimento degli ossicini e ciò comporta obbligatoriamente un’ipoacusia che può essere lieve o moderata.

A volte i genitori o gli insegnanti notano il calo uditivo del bambino, e ciò consente una diagnosi precoce. Ma nei casi in cui la sordità non viene notata e, peggio, persiste per oltre 6 mesi, essa ha inevitabilmente ripercussioni sullo sviluppo del linguaggio e sul rendimento scolastico.
I bambini apprendono il linguaggio in un modo che riguarda strettamente l’udito: imparano a parlare ascoltando e ripetendo ciò che sentono dagli altri. Queste difficoltà possono regredire dopo il recupero dell’udito, se le cure dell’otite sono state sufficientemente tempestive. Ma nei casi più gravi, l’ipoacusia può diventare permanente e richiedere, quindi, un trattamento logopedico e l’utilizzo di un ausilio audiologico.